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Rappresentare il presente e raccontarsi in quello che si vive.
La narrazione di sè come strumento di terapia esistenziale e rinascita quotidiana e non di egocentrismo sterile ma un ponte tra il passato e il futuro: l’eterno presente.
Riuscire laddove prima si delegava altri a fare quello che non si riusciva.
Eccomi dunque a smanettare questo blog, muovere un’area spaziale che non riguarda solo me e che mi permette di comunicare. 
Questo sono oggi e questo è lo scopo di questo blog come un bambino che muove le proprie gambe, anche a cinquant’anni, soprattutto a cinquant’anni.
Questo sono io:
La mia faccia da clown

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